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1 month ago General
È una fiammata che illumina la notte di Bangkok a mostrare al mondo le proporzioni della tragedia. Chi può riesce a fuggire, ma in tanti rimangono intrappolati all'interno del Nalat Trao Pub, nel nord della capitale thailandese. È mezzanotte, il locale è pieno, c'è musica dal vivo e il pubblico acclama la band sul palco. Sono proprio i musicisti, racconta questa ragazza sopravvissuta, amica di uno di loro, ad accorgersi per primi dell'odore di bruciato.
Poco dopo il soffitto prende fuoco. Sembrava fatto, racconta, di pannelli fonoassorbenti. Sono caduti dei detriti e qualcuno è rimasto ferito. Poi il panico e la strage.
Secondo le prime testimonianze, tutto potrebbe essere partito dal cortocircuito di un condizionatore. La gran parte delle vittime sarebbe stata uccisa dal fumo inalato e c'è un aspetto centrale per chi indaga: molti corpi sono stati trovati nei bagni, altri vicino all'uscita di emergenza, forse inaccessibile.
E così, per i soccorritori, il compito più doloroso: il recupero delle vittime, in gran parte donne, sotto lo sguardo delle famiglie accorse alla ricerca dei propri cari.
Servizio di Marzia De Giuli/Tg1