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2 months ago General
44 anni fa, la canzone che risuonava nel ritiro degli azzurri che si preparavano ad affrontare la Germania. La cassetta era di Cabrini, gliel'aveva rubata Bruno Conti. La sentivano anche nel pullman che li portava al Bernabeu, tutti insieme dall'autoradio, non come succede ora, ognuno con la sua musica nelle cuffiette. Male che va, saremo vice campioni del mondo, si dicevano quegli 11 che erano arrivati al mondiale travolti dal Totonero, in silenzio stampa per non alimentare polemiche. Criticati nella formazione, nella forma fisica, nella tattica, i tifosi li hanno sedotti un gol dopo l'altro. Ospite del re, il presidente Pertini era allo stadio. La cronaca della partita si potrebbe fare anche solo con le inquadrature del capo dello Stato. Dopo un primo tempo che si chiuse zero a zero, arrivarono i tre gol: Rossi, Tardelli, Altobelli e Pertini urlò: non ci prendono più. E infatti a nulla servì l'unica rete della Germania, l'Italia in festa nelle strade, l'orgoglio, la gioia condivisa. Per molti quella fu la notte in cui l'Italia uscì dagli anni di piombo, e l'immagine dello scopone sull'aereo che riportava gli azzurri a casa, Pertini e Zoff contro Bearzot e Causio, era il volto di una nazione in cui lo Stato e il paese per la prima volta sedevano insieme, ridendo, grati gli uni agli altri.
Servizio di Francesca Altomonte/TG2
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